Tempo di emozioni

di Arnaldo

Tic.. tac.. tic .. tac … il rumore delle lancette scandiva il tempo dell’accumularsi dei pensieri.

Il suo animo non era sereno, ma come sua abitudine, era abile a nascondere bene le sue turbolenze. Giacomo era seduto sul divano, ma non riusciva a rilassarsi: le sue mani continuavano a tamburellare sul bracciolo.

“Cosa sta succedendo al mondo?”–, era la domanda che continuava a rimbalzargli in mente: aveva visto il telegiornale per essere al corrente di quello che stava accadendo nel mondo.

Il ricordo del fratello lo tormentava, cambiava canale per non ascoltare perché ignorando, pensava che tutto intorno a lui, potesse andare bene e talvolta aggiungeva la frase:-“A me… non interessa nulla!”.

Giacomo pensava a quanto fosse piccolo il mondo ed a quanto quella piccola scatola parlante potesse renderci partecipi. Pensava a quei 140 milioni di cattolici perseguitati sparsi nel mondo: le loro famiglie vengono perseguitate ed i loro bambini trucidati, solo perché la loro fede è diversa da quella usuale alle persone che li circondano.

Pensava a quei carabinieri a Nassirya che furono uccisi, mentre con speranza ed umiltà compivano il loro dovere: “ In fondo, non dovevano neppure esserci….”, esclamò.

Continuava ad struggersi: “Cosa diranno a quel bimbo trovato nel cassonetto della spazzatura, quando crescerà?”.

Faticava a trattenere le sue emozioni, ma continuava a credere che se si fosse messo a piangere o si fosse arrabbiato non sarebbe riuscito a risolvere nulla. Pensava a quel padre di famiglia, che si era suicidato perché non riusciva a dare lo stretto necessario ai suoi figli.

Una domanda lo tormentava: “Cosa avresti fatto, se ti fossi trovato nei loro panni?”. Inizialmente il suo pensiero era quello di farsi giustizia da solo, perché non avrebbe trovato pace ed avrebbe cominciato a seminare morte.

Proprio in quel momento gli sovvenne alla mente un uomo, che circa duemila anni fa venne flagellato e crocifisso perché voleva cambiare il mondo, perché confidava in ogni persona, vivendo per amore del prossimo e volendo che ciascuno di noi si nutrisse di quell’amore.

Un tempo, quando non esisteva la possibilità di essere aggiornati in tempo reale, pensava che queste cose non potevano appartenerci: invece ora sono parte di noi.

Il messaggio di quell’uomo chiamato Cristo era che dovremmo cominciare a pensare agli altri, che al giorno d’oggi sono parte di noi, perché comunichiamo con loro in qualsiasi momento. Specchiarci negli occhi del prossimo per ritrovare il riflesso di noi stessi.

Giacomo sapeva che quello era un arduo lavoro e che non tutti sarebbero riusciti a compierlo, ma si doveva provare nel proprio piccolo a pensare con la testa degli altri, per capire, comprendere e rimediare a certi errori.

“Papà… svegliati! Cosa succede?”, gridava una voce femminile.

Giacomo si svegliò e osservando la figlia in piedi davanti a lui la strinse a sé, dicendo:-“Grazie a Dio, ci sei tu vicino a me, cara figlia mia! Nel mondo, troppe persone non capiscono di cosa si ha bisogno. Tu sei la mia luce!”.

Evito gli specchi

di Quadro

Sono brutto, impacciato, timido e sfigato. Negli occhi delle ragazze nella scuola cerco un po’ d’affetto, ma leggo solo pietà. Ho sedici anni, ma preferirei non averli mai avuti. Non averne vissuto nessuno. Vedo i miei coetanei, il loro atteggiarsi mi irrita un casino, ma solo il cielo sa quanto vorrei essere nei loro panni.

Li ascolto parlare, quasi tutti hanno rapporti con le ragazze che vanno ben oltre a quello che basterebbe a me.

Più invidio loro, più odio me stesso e chi mi ha messo al mondo.

Nel pomeriggio, quando entro nel bar “della mia compagnia” mi sento addosso gli occhi di tutti, come se ogni cosa che stia facendo li facesse ridere.

Oggi però sembra che qualcosa stia per cambiare, mi si è avvicinata una ragazza, vuole che l’accompagni alla festa di compleanno di un amico, sono sicuro che l’emozione mi sta dipingendo il viso di rosso.

Per la strada ci teniamo per mano, poi lei prende dalla sua borsa un orecchino a cerchio, di quelli che rimangono attorno al lobo anche senza buco. Mi sembra di sognare, con l’orecchino sono meno impacciato, e poi c’è lei, ho voglia di baciarla e forse lo vuole anche lei, e poi provo una sensazione strana, che mi prende allo stomaco.

Durante la festa ci baciamo, e mentre sento cadere le mie insicurezze qualcosa di più rigido si alza.

Hey, ho solo sedici anni.

E’ avvenuta la rivoluzione!

di Claudia

Parto stamane, è la prima volta in guerra per me.

L’esercito mi ha insegnato a sparare, e io come un pescecane mi rivolgo al confine, con precisione aspetto il bersaglio. Divento morte, divento un orecchio abile nel capire.

Tutte le sere scrivo due righe, scrivo delle lettere alle persone a me care descrivendo le mie giornate, raccontando l’idolo che sono diventato, e mi rendo conto che quando tutto questo sarà finito, di nuovo il mondo anche per me ricomincerà a parlare di bellezza. Quella bellezza che dall’alto ti può giovare, che non devi eseguire ordini per campare e se anche tutte le notti non potrò mai dimenticare, sarà bellissimo poter finalmente ritornare.

Natura e bellezza

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Ma volgi un’occhiata al cielo di un verde pallido, disseminato di stelle, dove non c’è né una nuvoletta, né una macchia, e capisci perché l’aria tepida è immobile, perché la natura sta in guardia e teme di muoversi: le è penoso e le rincresce perdere anche un sol attimo di vita. Della profondità immensa e della vastità senza confini del cielo si può giudicare soltanto in mare, e nella steppa di notte, quando splende la luna. Esso è pauroso, bello e accarezzante, ha un aspetto languido e invita a sé, ma la sua carezza ti dà il capogiro”.

dal racconto “La Steppa”, Anton Pavlovič Čechov

Presupposto generale: Fare l’esperienza della bellezza richiede predisposizione d’animo, in ogni caso.

Perchè troviamo la bellezza in natura?

  • Tutto è vivo, trasmette vita, energia
  • c’è colore
  • in natura c’è germogliare, anche quel che sembra morto si rigenera
  • il contatto con la natura è avvolgente
  • si avverte istintività, spontaneità
  • la natura può commuovere
  • c’è splendore

Dove si può riscontrare la bellezza in natura?

  • Boschi
  • mare
  • borghi antichi
  • fra gli animali liberi
  • fattorie, didattiche e non
  • agriturismi
  • cielo
  • piante, fiori
  • grotte, miniere abbandonate

Quando si può esperire la bellezza in natura?

  • Quando la predisposizione d’animo ce lo consente
  • durante la bella stagione principalmente, ma anche nelle altre stagioni
  • preferibilmente al mattino
  • quando si è in buona compagnia
  • quando si è sazi (ma non troppo!…)

Come si può esperire la bellezza in natura?

  • Facendo sport all’aperto (tennis, golf, ecc.)
  • praticando una passione, un hobby (poesia, meditazione, scrittura, paracadutismo, scalare, arrampicare, vela, sub…)
  • facendo l’amore
  • passeggiando
  • oziando

Lei e lui: gli ostacoli si superano insieme

di Arnaldo

“Bello!”: era stata l a prima parola che gli era venuta in mente quando lo aveva incontrato e lo aveva conosciuto. Questa era una confidenza che lei gli aveva fatto in uno dei momenti di intimità, duranti i quali si erano scambiati effusioni e tenerezze. Marino stava continuando a leggere il messaggio che lei gli aveva inviato, mentre si stava incamminando verso il loro abituale punto di incontro: la spiaggia. Il messaggio citava: “Ho bisogno di vederti, non mi sento molto bene, ma devo parlare con te. Solo tu mi puoi capire! Da Marina”.

Ogni passo era un ricordo, un momento felice che avevano trascorso insieme : un insieme di sorrisi che illuminavano il suo viso, ma nel contempo, quelle parole , lo preoccupavano. Cosa intendeva con : “… Non mi sento molto bene….?”. L’orologio scandiva con il suo ticchettio i suoi passi.

La giornata primaverile era calda, con un sole che riscaldava il suo viso e illuminava il suo sguardo. Già da lontano, notava la figura della sua amata, seduta su un asciugamano steso sulla sabbia, con la testa tra le mani.

Si avvicinò a lei con molto cautela e silenziosamente. Una volta che si trovò alle sue spalle. Con una flebile voce, provò a chiamarla: “ Marina… amore mio!”.

Lei si girò lentamente fino ad incrociare il suo sguardo: aveva appena pianto, le lacrime continuavano a rigarle il volto e singhiozzando gli rispose: “Amore mio che bello vederti!”. Si alzò immediatamente in piedi e lo abbracciò intensamente: “Grazie di essere qui!”.

Marino continuava a non capire e le chiese: “Cosa succede tesoro? Perché piangi? Cosa ti preoccupa?“.

La ragazza, accarezzò il volto di Marino e parlando molto lentamente, gli chiese: “Secondo te sono bella?”.

“Tesoro mio… A questa domanda dovresti già conoscere la risposta, dopo tutto quello che abbiamo trascorso insieme…”. Il dito di Marina si posò sulle labbra di Marino, quasi a volerlo zittire e continuò con: “Marino ti prego, rispondimi sinceramente. Qualsiasi risposta sia, ti prego dimmela. Ho bisogno di saperlo”.

Il viso di Marina continuava ad incupirsi e le sue mani cominciavano a tremare come se stesse attendendo una delusione.

Il ragazzo sorrise e la abbracciò con una tenera passione continuando a dirgli: “Marina, non so dove posso avere sbagliato, ma continuo e continuerò a dirti che sei la luce dei miei occhi e la serenità del mio animo. Sei bella e a volte ammetto di essere anche un po’ geloso, quando gli altri ti guardano con ammirazione e stupore, ed ogni tanto anche io mi sento confuso, continuando a chiedermi se sono veramente degno di essere al tuo fianco. Ti amo”.

La ragazza lo abbracciò e lo baciò: “Queste sono le parole che volevo sentire. Ne avevo bisogno, come un assetato in mezzo al deserto. Le mie amiche mi continuavano a dire che non ero bella e che tu stavi con me solo perché nessuna di loro ci aveva provato con te, altrimenti ti saresti concesso a loro ed io sarei rimasta sola!”.

L’unica esclamazione che aveva in testa , Marino, la espresse con un sarcastico: “Belle amiche che ti ritrovi!”.

Continuò, dopo un attimo di pausa per raccogliere le idee: “Sai bene che ci sono diversi tipi di bellezze, a seconda del tempo e a seconda delle persone. Molti filosofi e saggi ne hanno parlato e continuano a farlo. -La bellezza è negli occhi di chi guarda-, oppure -la bellezza salverà il mondo-, sono solo alcune frasi di cui pochi conoscono il significato. Fino a poco tempo fa la donna ideale era formosa e con un grosso pancione, simbolo di maternità. Attualmente, molti uomini adorano le donne magrissime, quasi anoressiche. Secondo me, invece, la bellezza è un equilibrio, una armonia tra le cose“.

Marina continuava a guardarlo incantata, ed il suo sguardo ricominciava ad irradiare quella luce, che faceva stare bene Marino.

“Amore, osserva questo meraviglioso sole. Osserva quanto è bella la Natura: anch’essa ha delle regole matematiche precise che l’uomo continua a studiare per scoprire i segreti della sua bellezza, che per molti ha delle regole matematiche che possono essere espresse in equazioni e calcoli“.

Marina colse il momento per proporre a Marino una domanda: -“Che voto daresti alla mia bellezza? Da 1 a 10?”. In attesa della risposta , la ragazza continuò a fissare il ragazzo negli occhi.

“Per me vali … 13… secondo una regola di Fibonacci è uno dei numeri base, dopo 1,2,3,5 e 8”.

Finalmente Marina sorrise, ed il ragazzo si sentiva a due metri da terra: stava passeggiando in riva al mare con la sua amata, mano nella mano, scambiandosi teneri baci e conversando su argomenti filosofici di livello elevato.

La sicurezza che aveva Marino era che qualsiasi cosa che entrambi dicessero, sarebbe stato l’argomento di una ricerca che entrambi ed insieme avrebbero svolto per scoprire sé stessi.

“Ricorda che la Luna non si è mai messa in dubbio e che la luce del Sole la illuminerà anche durante la notte, nonostante vi possano essere nubi”. Questa era una delle tipiche frasi di Marino, che gli venivano spontanee e che adorava rivelare a Marina, che riusciva a dare un significato alle sue parole anche se a volte, non ne avevano.

“Amore mio… grazie di esistere, sei il mio Sole”, esclamò Marina, quasi sorridendo ed aggiungendo: “Siamo proprio poveri! Abbiamo una lingua capace di esprimere ogni tipo di intensità di bellezza, come magnifico, splendido, illuminante, sublime , eccelso… Eppure continuiamo ad usare sempre e solo -Bello!- che deriva dal latino “bellum”, che indica grazioso o carino. La bellezza è quindi una scala e solo in due si riesce ad arrivare ai piani superiori per capirla e comprenderla. Ti amo, tesoro mio!”.

Marino abbracciò Marina e con un dito le indicò il mare: “Lo senti il suono il mare?”.

Lei accennò un sì con il capo ed un sorriso e lui aggiunse: “Sarà sempre la sinfonia e la melodia della nostra vita. Per me, è sempre stato il mio consigliere di vita e che mi ha sempre indicato il giusto equilibrio tra le cose. Vivi insieme a chi ami qualsiasi emozione e sentimento: in due quel segnale verrà amplificato ed anche gli altri si renderanno conto che le note che suonano la melodia della vita sono più di sette, e sono composte dalle emozioni che scolpiscono la nostra personalità ed il nostro animo ed arricchiscono il nostro cuore. Ed è meraviglioso, bello e buono!”.

Marino e Marina chiusero gli occhi e si baciarono per suggellare il loro contratto di vita, che finiva con “ab aeternum”.

Pratiche per camminare sulla via della bellezza

tratto da ” La via della bellezza”, Vito Mancuso, ed. Garzanti.

Privilegiare la via della bellezza.

Non scegliere la via più breve, scegliere la via più bella.

Partire prima se è il caso, il tempo dedicato alla bellezza è il miglior investimento.

Fare attenzione all’assonanza abito-abitazione-abitudine. Sapere che gli abiti e l’abitazione divengono la propria abitudine. Curare il proprio abbigliamento, non per lo sguardo altrui ma per rispettare il proprio corpo e la propria anima.

Amare la propria abitazione. Qualunque sia e dovunque sia, finchè la si abita, amarla. Liberarla dagli oggetti superflui. Arredarla con la luce. Apparecchiare con cura la tavola. Avere spesso fiori. Vivere con le piante come compagne di vita. Poche cose non accumulare: Il tanto minaccia la bellezza, il troppo la soffoca. Ricordarsi che la bellezza vive della misura.

Circondarsi di persone belle. Se non si trovano, non temere la solitudine. Poche persone, non accumulare: il tanto minaccia la bellezza, il troppo la soffoca. Ricordarsi che la bellezza umana vive della misura.

Riguardo alla musica, non volere essere alla moda. Ascoltare la musica più bella, nel quale il ritmo e le parole sono al servizio dell’ armonia. Educare il gusto naturale, ma non forzarlo, evolvere ma non rendersi artificiali. Dedicare alla musica la qualità più alta dell’attenzione

Riguardo all’arte non voler essere alla moda. Non mentire dicendo che un’ opera piace solo perchè tutti ne parlano: non mentire mai. Educare il gusto naturale, ma non forzarlo; evolvere, a non rendersi artificiali. Amare gli antichi, i moderni, i contemporanei; amare tutti gli artisti sinceri e devoti alla bellezza.

In ogni situazione, anche la più noiosa, ricercare la bellezza. Nel traffico, in coda alla cassa, in una sala d’ attesa… cercare qualcosa di bello e soffermarvisi.

Custodire la bellezza del mondo. Pulire, ripulire, ordinare, riordinare. Ricordarsi che anche solo una carta buttata per terra dimunisce la bellezza del mondo e sporca la propria interiorità.

Curare la bellezza fisica, non per lo sguardo altrui, ma per celebrare il proprio esserci.

Curare il linguaggio, ricercare le parole giuste, evitare il più possibile parole volgari: il linguaggio è lo specchio dell’anima.

Constatare la bruttezza, ma non farsene ferire: il sentimento non diventi mai risentimento. Accogliere anche le cose brutte del mondo, disporle accanto alle proprie cose brutte. Impegnarsi a tradurre anche in estetica il comandamento evangelico di amare i nemici

Favorire quanto piu possibile l’ armonia, che è sigillo della bellezza. Amare la Natura. Ricercarla instancabilmente.Ricordarsi sempre che la Natura è l’origine della bellezza.

Amare lo Spirito. Invocarlo instancabilmente. Lo Spirito, che è il Signore e dà la vita, vivifica anche la bellezza. Riconoscere la vera bellezza dal fatto che rende più autentici e più naturali.

Ricordarsi sempre che la via della bellezza è la via della salvezza

“Cinque sono le cose che si rimpiangono mentre si sta per morire”

Cinque sono le cose che si rimpiangono mentre si sta per morire, le uniche reali di una vita:

  1. La prima sarà non aver vissuto secondo le nostre inclinazioni ma prigionieri delle aspettative altrui.
    Cadrà la maschera di pelle con la quale ci siamo resi amabili, o abbiamo creduto di farlo. Ed era la maschera creata dalla moda, dalle false attese nostre, per curare magari il risentimento di ferite mai affrontate. La maschera di chi si accontenta di essere amabile. Non amato.
  2. Il secondo rimpianto sarà aver lavorato troppo duramente,…

i “cinque rimpianti” raccolti dall’infermiera australiana Bronnie Ware nel suo libro “I cinque rimpianti più grandi di chi sta per morire“, ripresi da Alessandro D’Avenia in “Le cinque cose reali della vita”.

https://www.belpaeselibri.it/alessandro_davenia-cio-che-inferno-non-e/

La bellezza come giustizia

di Amneris

Quando appartiene ad ogni essere che abbia la consapevolezza che sia una parte di sé.

La bellezza come diritto, inteso come il dovuto necessario a ogni essere. La bellezza come senso alla vita, che ci faccia perseguire una bella e buona motivazione, una bellezza che ci tenga lontani dal suicidio morale. E poi la bellezza che va oltre la giustizia, la pratica della bellezza come saggezza è per me la più alta forma di bellezza, fa raggiunge lo splendore dato dalle migliori qualità umane. Ecco quest’ultima bellezza-saggezza viene a mio parere dalla cura continua del proprio sé migliore, quello che ha una determinata motivazione verso il bene, viene dal prendersi cura della propria interiorità, degli altri. Nasce dalla propria capacità di discernere, distinguere ciò che ci fa stare bene da ciò che ci fa stare male; vivendo a volte sì il giudizio che porta al desiderio di controllo e alla rabbia, ma trasmutandolo, superandolo, cercando di raggiunger la pace nel cuore.

La saggezza-bellezza, di comprendere che oltre il giudizio sulla situazione che vediamo e viviamo si dovrebbe sempre cercare di fare del bene, o avere almeno la determinazione di astenersi dal farci e fare agli altri, alla natura animale e non, del male. La pratica della saggezza, per me è legata anche al rispettare l’interconnessione tra tutte le cose senza far leva sui giudizi. La bellezza saggezza aiuta a prendere decisioni scomode, e rivoluzionarie. Un po’ come nella storia intitolata “Basi interiori e lavoro sociale” del monaco buddista Ajahn Pasanno, dove viene raccontato il suo esperimento con la comunità che viveva attorno al monastero ove lui era abate. Con l’esperimento si voleva provare ad integrare e comprendere tutti i diversi tipi di esigenze umane mantenendo il fine di fermare la deforestazione di un Parco nazionale in Tailandia, cercando di far cooperare chi tagliava gli alberi con chi voleva salvarli. Ajhan Pasanno scrive Un importante principio che sta alla base dell’azione sociale è che nel risolvere i problemi sociali non ci si può permettere di escludere niente e nessuno…”. Ecco il buddismo non predica in particolare la bontà e la semplicità, ritiene l’essere buoni e semplici valori scontati ma ottenebrati dall’ignoranza, perché tutti possiamo praticare la bontà, non solo chi segue gli insegnamenti religiosi. Quello di cui parla il buddismo è la possibilità di vivere il nirvana (eliminazione delle cause della sofferenza) tramite l’ insegnamento della meditazione vipassana ( guardare dentro) che dovrebbe aiutare ad estirpare le condizioni mentali personali che portano ad una buona parte di inutile sofferenza; perché il dolore fisico rimane e rimarrà comunque sino alla morte, ma la parte mentale che peggiora gli stati di sofferenza, può essere guarita tramite la meditazione. I farmaci sono le medicine per il corpo e la meditazione è la medicina per la mente; la bellezza, la determinazione verso la bontà, il bene, la saggezza ed altre virtù in realtà sono tra i tanti risultati dati dall’estinzione dell’ignoranza, e quindi anche dell’inutile sofferenza.

Seta dipinta a mano, Daniela Gelli

Felicità

Ricordo quando, mentre stavo lavorando in un grande Store, a Londra in Oxford Street, io e le mie colleghe scoprimmo di essere state derubate, mancavano capi di biancheria, vendevamo la Perla. Nel piano dove eravamo vi erano i punti di vendita di altre marche e scoprimmo che a tutti mancava qualcosa; quindi ci mettemmo all’erta, dovevamo scoprire chi erano e come avevano fatto.

Ad un certo punto arrivò al banco una coppia, ed io iniziai a guardarli bene perchè li avevo visti poco prima, ma erano diversi. Infatti lei aveva il colore dei capelli diversi da prima e anche gli abiti, ma la faccia era la stessa. Mentre una mia collega li stava servendo, vidi un pò più lontano un’altra donna che aveva cambiato il colore dei capelli, parrucca bionda, e i vestiti che ci stava osservando…. avevo già visto qualche ora prima anche lei ( i ladri erano un gruppo di almeno 5 o 6 persone, e chi lo sà quanti erano). La coppia iniziò a litigare e chiese merce che non era esposta, per cui dovemmo allontanarci per andarla a prendere (rubavano così, litigando, mandandoti lontano, ficcandosi nel camerino, richiamando la tua attenzione, mentre uno di loro ti sottraeva la merce…). Ebbene io li scoprii e venne chiamata la manager del dipartimento biancheria intima.

Quando arrivò questa bella signora inglese mi disse di stare zitta, ma io vidi arrivare altri due che avevo già visto e , dato che ero stupitissima come delle persone che avevano già rubato tornassero impassibili dopo qualche ora sul luogo del delitto dissi guardandoli:

“ No! I can’t belive it, are you trying again?” .

Sinceramente mi veniva anche da ridere, perchè erano stati geniali e bravissimi, dei veri professionisti. Ecco, loro si accorsero che li avevo scoperti, la manager mi diede un calcio nello stinco e mi guardò come fossi scema, io non ero abituata alle gang ma lei non lo sapeva: dunque ero scema .. ma oramai era troppo tardi e la gang di ladri professionisti, fuggì. Erano molto creativi, ragazze di colore con parrucche bionde, gonne fosforescenti viola, si divertivano anche, sicuramente. Era teatro, puro teatro, erano attori bravissimi. Mi sembrarono belli anche i ladri. Quando sei felice tutto è bello.

Insomma quello che vorrei dire è che nella vita è così, quando hai rapporti con persone dubbie e tu speri che cambino, no, non è sempre così. Alcune di loro torneranno sempre sul luogo del delitto e tu sarai quasi sempre una loro vittima. Quindi o lasci il luogo del delitto per sempre, o se non puoi impara ad essere una “vittima”, sii curioso: di come il loro cervello agisce in certi casi, imparerai in futuro a riconoscerli prima.

Divertiti. Quando sei vittima impara: lo sciacallo di solito sa fare solo lo sciacallo. E se non sai essere sciacallo, non imparerai mai. Non puoi chiedere ad una tigre di non essere carnivora. Rasseganti. Scegli belle persone con cui condividere in profondità la tua esperienza di vita. Se in certi periodo non ci sono, impara a stare da solo/a: arriveranno.

E comunque è una danza: perdere l’ innocenza è quando comprendi tutto questo, mantenere la purezza di cuore è vedere comunque la bellezza in ogni essere umano, nonostante tutto. Sinceramente qui lo scrivo e qui lo nego: facciamo tutti come possiamo in fondo. E mi vien da ridere. Chissà quante volte mi hanno eliminato perchè non ero una brava persona come volevano.

Sì divertente, vivere è divertente, ma passa dal rispetto della visione altrui, del loro modo di vivere e pensare, dal far rispettare la nostra visione, dal non farci troppo male, dal non giudicare, dal voler essere felici.

Sì, basta voler essere felici.

La ZanZara

di Quadro

La bellezza di Camus

di Luci

Scrivere una poesia sulla primavera è come servire il capitalismo. Anche se non sei un poeta l’apprezzeresti se fosse bella .

L’uomo ha bisogno di soddisfare le sue necessità primarie, ha bisogno di pane e giustizia e occorre fare di tutto per soddisfare queste esigenze.

Ma il genere umano necessita anche della bellezza pura, che è il pane del suo cuore. Si possono cambiare i termini che si vuole ed aggiornarli, ma occorre ricordare tutto ciò, in questi giorni fatti di tagli alla cultura che ormai è un optional e della bellezza che è solo una cosa di veline.

La distruzione della bellezza è come un suicidio di massa delle nostre anime: e i morti non fanno le rivoluzioni, né politiche né tanto meno interiori.

La rivoluzione di Camus è una rinnovata guerra per liberare la bellezza.