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Evito gli specchi

Sono brutto, impacciato, timido… Sfigato. Negli occhi delle ragazze a scuola cerco un po’ d’affetto, ma leggo solo pietà.
Ho 16 anni, anche se preferirei non averli mai avuti. Vedo i miei coetanei, il loro atteggiarsi mi irrita un casino, ma solo il cielo sa quanto vorrei essere nei loro panni. Li ascolto parlare, quasi tutti hanno rapporti con le ragazze, che vanno ben oltre quelli che basterebbero a me. Più invidio loro, più odio me stesso e chi mi ha messo al mondo.
Nel pomeriggio, quando entro nel bar della mia compagnia, mi sento addosso gli occhi di tutti, come se ogni cosa che faccio… li facesse ridere.
Oggi, però, sembra che qualcosa stia per cambiare. Mi si è avvicinata una ragazza! Vuole che l’accompagni alla festa di compleanno di un amico. Sono sicuro che l’emozione mi stia facendo arrossire.
Per la strada ci teniamo per mano. Poi lei prende dalla sua borsa un orecchino: sono di quelli che rimangono su, anche senza il buco. Mi sembra di sognare. Con l’orecchino mi sento meno impacciato e poi… c’è lei.
Ho voglia di baciarla e forse lo vuole anche lei. Provo una sensazione strana, che mi prende allo stomaco. Durante la festa ci baciamo e, mentre sento cadere la mia insicurezza, qualcosa di più rigido si sta alzando…
Ehi, ho solo sedici anni!

di Quadro

Coincidenze

Lividi sul corpo, un viso da marionetta.

Odio, noia; mi ritocco il trucco.

Spingo forte sull’acceleratore, sento che quasi ho fuso il motore.

Ripeto frasi a casaccio, e del tempo che passa ormai sono ostaggio.

Fingo quando ti vedo che mi piaci e comincio a tirarti baci.

Dimostro meno anni dall’aspetto, cerco in rima un nuovo oggetto.

Sono ossessionata dal mio motivetto, visto che tu non togli lo sguardo dal mio petto.

Se ti guardo da vicino mi rendo conto che sei cotto a puntino.

Cammino, mi giro e ti dico che ti sto prendendo in giro.

 

di Claudia

Esausta

In sintonia passa il tempo e la mia follia.

Racconti sparsi annegano nella volontà di combinare qualcosa.

Gli affetti delusi da tempo pretendono qualcosa di importante,

ma per me è tutto troppo pesante.

Sospetto di essere passata oltre, perchè mi sento

un personaggio della “Finestra di fronte”.

 

di Claudia

Anniversario

Scavo una fossa, mi presento e rivelo la mia mossa.

Mi muovo d’incanto e preso dal desiderio mangio il mio ultimo avanzo.

Rido e grido il discorso, ma la mia ragazza inizia a mostrarmi il broncio.

Esagero e le volto le spalle, quando ad un tratto mi manca il respiro lei inizia a fare casino.

Mi sbilancio, cado, rimango per terra e lei si sveste e finisce la guerra.

 

di Claudia

Nel Monastero di Chom Thong

Avverti l’inutilità della tua vita:
e sogni un mare di tranquillità ed una sala enorme, un mare di moquette blu sul quale persone, asiatici e occidentali, donne, uomini e ragazzi seduti, in piedi fermi che camminano lentamente, vestiti di bianco: stanno meditando. Sullo sfondo una statua del Buddha, candele accese, gelsomini, rose e il profumo di incensi che permeano l’aria.
Vedi il color ocra nei dettagli sul soffitto e nell’abito di un monaco completamente genuflesso mentre prende rifugio nella sua capacità d’amare: in se stesso.
Osservi le rosee estremità del tuo corpo e una Monaca novizia dal capo rasato, dimenticatasi di non avere più la bruna chioma, che con un dito sta spostando il ricordo di un ciuffo dietro l’orecchio e pensi: quanto sono forti le abitudini.
Ora con questi ricordi, di quando eri nel Monastero di Chom Thong in Tailandia, il luogo dove hai vissuto, per te più sicuro al mondo, ti si riapre il petto e ripensi a quando eravate tutti insieme, voi meditatori, in una stanza in completo silenzio: volti gentili, sorrisi aperti in un mondo silente dove esseri umani si rispettavano, sostenevano e forse amavano.
E ringrazi tutte le persone, te compresa, che nel corso della tua vita hanno permesso di costruire un senso di fiducia in te stesso uno spazio sacro nel tuo cuore ove trovi rifugio ogni volta che il tuo modo di vivere e pensare è ristretto, mondano, piccolo, piccolo, pieno di paure anche se esistenziali e legittime; uno spazio dove ritrovi la grande capacità che hai di amare: perché sai di esserne capace.

Amneris

Cuore

Colore, viaggio e spazio.
Creo immagini con la mente e con le emozioni ci parlo.
Urlo di gioia, mi libero la gola.
Mi stringo forte a te e piango.
Forse dovrei andare via e non vivere mai più per non conoscere che cos’è l’amore.
Panico tra le ossa, a denti stretti, e come una vigliacca ti rimango a fianco lasciandomi consumare il volto.

di Claudia

Cenere

Tensione e sudore, cavalli bizzarri al pascolo per le strade.
La prigione perde fuoco.
In cielo stelle, e la luna si frammenta, si spezzetta finemente come vetro sottile.
Nell’aria insetti appiccicosi e neri inseguono donne, vecchi e bambini.
Gli uomini braccati da cani che mostrano i denti aguzzi.
Tamburi e tuoni ancora nelle tenebre scandiscono questo incubo, mentre la fantasia che non è più ricca, decade e diventa paura.

di Claudia