Archivi categoria: POST ATTITUDINALI

Animali nella notte

Questo eterno girovagare su e giù per le strade buie e deserte di questa notte, mi porta ad analizzare quello che ancora ho da fare.

Sto cercando di stabilire nel silenzio un piano da realizzare.

Mi armo di buoni propositi, di futuri traguardi, e tutto ciò che mi circonda scorre lì, fuori dalla macchina in corsa, come se mi guardasse.

Pretendere di arrivare sempre alla fine mi porta ad un bivio, ma voglio reagire.

Ho freddo e nessuno mi scalda, la pace mi attende al varco come se conoscesse i miei guai.

Ho voglia di tornare a casa, adesso sono stanca e non ho pù voglia di ragionare.

 

di Claudia

Pensiero della sera

Pensiero della sera

Fuori dal tunnel,

sogno chiappe di fantasia,

corde del dna,

desidero di caduta,

geometria di odio,

sopraffazione di valori,

mascelle della storia,

entroterra di caverne ed odio,

verso avversari e vinti,

immortale conformismo dell’essere ed apparire,

fine della storia sul quaderno,

dottrina di tutto ha un prezzo,

disastro del coraggio e di spargimento di sangue,

del piero e odio per il desiderio infranto,

sudore di pietra e di schiavi ,

guerre di disastro e del nulla e

caduta nel nulla e nel desiderio.

 

Laboratorio Prima Pagina

Dimensione

Dimensione.

E’ una cosa chimica.

Il legame che il mio cervello cerca non è un’invenzione, o una fatale distrazione, ma solo una richiesta di fare l’amore.

Nella mia evoluzione non trovo una facile soluzione.

Mi metto al livello della mia agonia, e cado vittima del terrore, cercando disperatamente di risolvere l’errore.

 

di Claudia

L’invasione

Un confine è un mezzo che puoi scavalcare per fuggire da tutto ciò che ti violenta.

Tutto quello che l’oltre ti sa offrire non sono opportunità e nemmeno collocamento, ma solo repulsione.

Non c’è niente di più facilenche credere che esista il diverso e attraverso l’egoismo fomenta l’intolleranza, l’odio e l’indifferenza.

Molti indifesi chiedono aiuto allo straniero che giace immobile, consapevole della soffererenza nemica.

Esistenze che non si vorrebbero sapere nemmeno da lontano, perchè bisognosi, i poveri pendenti, non hanno niente da offrire e nessuno da arricchire.

 

di Claudia

Kosovar refugees fleeing their homeland. [Blace area, The former Yugoslav Republic of Macedonia]

Nemmeno troppo complicata

Mi chiedo spesso dove sono andata a finire.

Ho paura di esternare ciò che mi rende un essere mediocre.

Ho lasciato e abbandonato con il tempo ciò che mi rendeva fragile, e ho iniziato diverse volte una nuova vita.

Tremo all’idea di avere tradito me stessa.

Sto annulando piano piano ciò che ero, forse perché sono stanca di rincorrere dei sogni che non si realizzeranno mai.

Il passato è mutato e se ne è andato in modo ignorante, non giustificandosi con me.

Ha chiuso con me e non mi abbasso nemmeno a dedicare del tempo nel mio presente nel prendermi cura dei ricordi che conservo.

Non mi piacciono le chiusure perché sono dell’idea che le opportunità vadano sempre rinnovate.

Odio chi è troppo categorico, chi vuole erigere muri che dividono e che separano, tranciando la comunicazione e la mescolanza: di idee, pensieri, progetti e perché no, di amore.

Credo che godere della libertà sia: un bisogno, un dono, un’esigenza primaria per rimanere sani.

 

di Claudia

Il mio Goldrake

Attraverso momenti in cui tutto ciò che mi tiene sveglia e in vita viene a meno.

Questo viaggio assomiglia alla costruzione di un muro che mi condiziona e che mi costringe a smettere di ricevere aria.

Fuori si dipinge di grigio, invece io capisco l’importanza dei colori e della spensieratezza unica della gioia che mi rende felice.

Sbaglio di continuo nel chiedermi il perché e cosa cambierà, so solo che vorrei una piattaforma tutta diversa intorno a me.

Mi sento davvero in trappola ed è come se avessi i minuti contati.

Non ho più tempo per chiedere scusa e per salutare i miei cari amici e la mia cara famiglia.

Penso solo agli sbagli e non mi sento all’altezza di superare questo vuoto.

Lo smog intorno è un veicolo tossico di odori nauseanti per lo stomaco.

Cerco una strada per ricominciare.

Cerco una dimora calda e comoda, non l’attesa inutile di questo sedile, che mi riporta a cattivi pensieri.

Allora è normale che mi venga da piangere.

La mia maschera adesso può cadere, che il mio eroe è finalmente arrivato ed è pronto a combattere il male che mi porto dentro, inevitabilmente.

La qualità più bella che ha il mio eroe è che vince sempre.

Vince sempre quella voce dentro di me che mi riscalda e mi rassicura, facendomi credere che tutto si sistemerà e il dolore passerà.

E’ importante chiamare in aiuto il proprio eroe e crederci fino in fondo, perché alla fine, il bene vale sempre la pena che venga difeso.

 

di Claudia

Banale tessuto sociale

Per tentare di valere qualcosa mi do uno stipendio che si spende facile.

Mi sono persa diverse volte, ma ho cercato comunque di fare mia una strada, anche se per poco tempo.

Ormai arrivata alla soglia dei quaranta, ho scoperto quante volte si cambia.

Amo e dico grazie a chi non mi capisce, perchè il banale lo si decifra facilmente e l’originalità non si inventa, nè si imita, ma la si incarna.

Vorrei trovare ancora il tempo per pensare, ribellarmi e arrabbiarmi.

Penso che dovrei farlo e basta.

 

di Claudia

La sconfitta di Kronos

Si dice che gli antichi greci per definire il Tempo usassero due termini:  Kronos che ne indicava lo scorrere e Kairos  per definirne la qualità (soggettiva aggiungo io, perché tutti hanno preferenze rispetto al modo in cui usare il tempo a disposizione ). Una vita senza  un buon kairos non era degna di essere vissuta, contrariamente al concetto cristiano per cui ogni vita è degna; da questo nasce il dibattito e la creazione di una dualità che io sinceramente non vedo, non so nemmeno se la vedessero gli antichi greci o gli antichi romani (“carpe diem“, cogli il giorno, scriveva  il poeta Orazio ). Mi piace pensarle come due entità distinte che acquistano vita nel momento in cui ci lasciamo condizionare da esse .

In effetti il Calendario gregoriano è nato nel 1582 per misurare, definire un concetto astratto: in realtà si ha quasi sempre l’urgenza di controllare, porre confini a qualcosa che ci sfugge e ci fa paura, quindi si crea una linea retta composta da anni, mesi, giorni, (ogni giorno ha addirittura il nome di un santo, per cui se non sei tra i santi addio onomastico), feriali in cui dovresti lavorare e festivi in cui non dovresti farlo.

Il tempo lineare è rassicurante rispetto ad un tempo circolare o addirittura spiraliforme che include vite passate e reincarnazione, la linea retta continua, va avanti e poi non ci si pensa ,il circolo a un certo punto si chiude : la morte . La linea retta ci garantisce che dopo il 2017 ci sarà il 2018, ma noi ci saremo? Esiste l’attimo: se pensiamo al passato lo pensiamo ORA, se pensiamo al futuro lo pensiamo ORA. In più, ORA possiamo vivere in maniera qualitativamente perfetta, non è possibile fare altrimenti.

Ora siamo concentrati, ora non pensiamo a problemi passati, al vicino, alla suocera, non c’è spazio per l’ansia legata al futuro incerto ora.

Se riuscissimo a vivere attimo per attimo ( cosa che cercano di insegnare diverse scuole di pensiero o di meditazione) non ci si porrebbe neppure il problema dello sforzo di migliorare: perché nell’attimo siamo perfetti, gli animali per esempio vivono nel momento avendo purtroppo, per fortuna, una parte fisica e una emozionale, non possiedono la parte mentale che è caratteristica nostra, quindi oltre ad avere una grazia naturale ed uno sguardo pulito, libero da filtri creati da idee o preconcetti, non hanno paura della morte o della malattia in modo patologico, fino a causarsi attacchi di panico inspiegabili, per poi sedarli in maniera diversa e personale .

Concludendo queste riflessioni, Kronos per come lo si intende adesso è utile come unità di misura per scandire date, appuntamenti, è il risultato di una bolla papale del 1582 intitolata “Inter  gravissimas “ (inquietante pure il nome ). Kairos esiste attimo per attimo, nel momento in cui ci penso su è già passato .

di Alessia

Pietro_Muttoni – Cronos devouring his child

C’è mito e mito

La parola mito penso che ormai abbia perso molto del suo antico valore.

In tempi assai remoti tale parola era attribuita per esempio ai prodi cavalieri che con il loro coraggio, abbinato a una forza quasi inumana, affrontavano con successo sia eserciti ostili che mostri sputati sulla terra dal diavolo in persona.

I cantastorie di allora aprivano ogni confine e, sospesi tra mito e leggenda, consentivano a quegli eroi di oltrepassare persino le porte del tempo e di arrivare così sino a noi.

Ma noi, che valutiamo i nostri miti per come si vestono o per l’aspetto, e cambiamo parere a seconda dell’età, riusciremo a far sì che tra mille anni qualcuno parli ancora di loro?

di Quadro