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Le sette regole dell’arte di ascoltare (Marianella Sclavi)

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LE SETTE REGOLE DELL ARTE DI ASCOLTARE
1) Non avere fretta di arrivare alle conclusioni.
2) Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
3) Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista,
devi cambiare punto di vista.
4) Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e
chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.
5) Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro
linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi . Il loro codice è relazionale
6) Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui
sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e
fastidiosi, marginali e irritanti, perché incongruenti con le proprie certezze.
7) Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del proprio pensiero e della
comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo
appassiona: la gestione dei conflitti.
8) Per divenire esperto nell arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica.
Ma quando hai imparato ad ascoltare l’umorismo viene da sé.

Marianella Sclavi, Arte di ascoltare e mondi possibili, Le Vespe, 2000

Immagine di Loris Quadro

La fatica del prendersi cura

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La fatica del prendersi cura
Alcuni problemi, quando ci si prende cura di qualcuno

Impasse. Tutto si complica, come uscirne?

Rabbia. Come consapevolezza della frustrazione, dell’impotenza, del non riuscire a fare quel che si vorrebbe.

Dubbio. Starò facendo bene?

Senso di inadeguatezza. Sarò all’altezza di questo compito?

Rifiuto. La persona di cui mi devo occupare non vuole le mie cure.

Ansia, paura. Non ho controllo su quel che succederà.

Solitudine. Non posso condividere con nessuno la mia esperienza.

Cura di me. Chi si prende cura di me?

Fallimento. E’ dietro l’angolo, e se succede?

Fatica. Dove trovare la forza e la costanza per mantenere a lungo l’impegno?

Il dolore, la sofferenza, possono creare sentimenti di impotenza, e l’impotenza genera rabbia.  E se non ci sono o non trovo responsabili per la mia condizione di sofferenza, dove va a finire la mia rabbia?

Ipotesi 1. Si converte in violenza verso la società.

Ipotesi 2. Si può convertire in follia, o in rassegnazione. Ma anche in condivisione.

Ma la condivisione della rabbia è molto difficile.

Come si fa a condividere la rabbia?

 

Laboratorio Prima Pagina, 21.05.2012

La morte

 

 

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La Morte
fine di un’avventura,
la Morte, un attimo di paura.
La morte calvario per chi la
vuole,
troppo stanco di vivere e patire
di dolore.
La Morte ha tante facce,
è come un segugio
che insegue le nostre tracce.

 

Quadro

C’è qualcuno?

Dolore, rabbia, tristezza, ansia, paura. Come riuscire a condividere queste emozioni negative con altri, con lo scopo di superarle o quantomeno di portarle ad un livello accettabile?
Io, personalmente, ho dovuto abbattere tanti muri e ostacoli mentali che mi ero creato.
Non ho amici veri, con i quali parlare di un mio problema così importante. Gli altri non darebbero molta importanza al mio problema (potrebbero sminuirlo o giudicarlo una sciocchezza di poco conto).
Ne riderebbero.
Mi prenderebbero per un paranoico.
Potrei passare per un debole, per una persona fragile.
Gli altri hanno già i loro problemi, perchè rompergli le balle anche con i miei?
Quasi tutte le persone con le quali parlo non sanno praticamente nulla della mia vita precedente, e quindi non posso parlare di un mio problema di adesso senza dover spiegare il mio passato.
Sempre per questo motivo, nella mia vita di adesso indosso la maschera di quello che scherza sempre: risate, barzellette, discorsi futili, cazzate. Mi è utile per nascondere gli sfregi che ho nell’anima, ma non mi fa prendere troppo sul serio quando parlo dei miei guai (reali!).
La lista potrebbe continuare ancora, ma penso che questi siano i freni più frequenti e importanti che mi impediscono di condividere il mio dolore
o la mia rabbia con gli altri. Il primo grosso passo per superare questi ostacoli è il tornare ad avere fiducia. Non avere pregiudizi verso gli altri.
Ho imparato che certe persone che possono sembrare superficiali ed egoiste, in determinate situazioni sono risultate più sensibili e vicine ai
miei problemi che i cosidetti “amiconi”.
Tenere sempre ben chiaro in mente che la persona alla quale stiamo confidando i nostri guai, la nostra rabbia o la nostra difficoltà, molto probabilmente non ha in tasca la soluzione del nostro problema. Ricordarsi sempre che il nostro interlocutore ha il ruolo primario di valvola di
sfogo, ed essendo principalmente una valvola deve essere sempre pulita, aperta, libera.
Più spesso di quanto si creda, una situazione che sta capitando a noi in questo momento è già capitata ad altri: parlandone si possono conoscere le reazioni, le soluzioni e i sistemi da loro utilizzati per affrontarle.
So per certo che tenersi dentro un problema e rimuginarci su in continuazione non fa che ingrandirlo a dismisura, ingigantendolo fino a farlo diventare insuperabile. Già il solo parlarne con un’altra persona ne dimezza la sua pericolosità, la sua forza, e lo riporta ad un livello controllabile.
Tenersi dentro la rabbia è un po’ come avere una ferita e non curarla: non guarisce mai, e può rischiare di infettarsi, causando danni peggiori.
Chiedere ascolto o aiuto a qualcuno non è sintomo di debolezza, anzi. E’ un punto di forza che ci aiuta a conoscerci meglio e a rinforzare la nostra anima.

Gianfranco

(disegno: Loris Quadro)nessuno

Ricetta – Dolce & Passione

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DOLCE & PASSIONE – di Claudia
Ingredienti: pan di spagna, panna liquida, fragole, cioccolato fondente, zucchero.
Come si prepara: preparate un succo con parte delle fragole e intingete il pan di spagna.
Montate la panna liquida con lo zucchero. Prendete le fragole rimanenti, tagliatele a spicchi e utilizzatele per la farcitura del pan di spagna, con la panna montata. Guarnire la torta con la panna e il cioccolato fondente a scaglie.

Ricette – Pasta del Nostromo

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PASTA DEL NOSTROMO – di Gianfranco
Ingredienti (per quattro persone): 500 gr di spaghetti n. 5, due scatole di tonno all’olio di oliva, olive verdi, olive nere, pomodori, cipolla, olio, sale, peperoncino.
Come si prepara: soffriggere la cipolla tagliata a strisce sottili, aggiungere i pomodori sbucciati, poi il tonno e le olive tagliate a rondelle, sale a piacimento e peperoncino.

Ricette – BORSCH O ZUPPA ROSSA

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BORSCH O ZUPPA ROSSA – di Elena
Ingredienti: minestrone di verdure, carne bovina da brodo con osso, rape rosse, cipolla, carote, cavolo verza, passata di pomodoro, sale, pepe.
Come si prepara: fate bollire la carne per 30 minuti per ottenere il brodo. Aggiungete poi il minestrone. Grattate le carote e le rape rosse.
A parte, in una padella con olio preparate un soffritto con cipolla, poi fate soffriggere le carote, la verza tritata e in ultimo le rape rosse. Prima della fine cottura, aggiugete la passata di pomodoro che deve bollire con il soffritto per almeno dieci minuti, poi aggiungete il tutto alla zuppa di carne e minestrone precedentemente ottenuta e lasciate riposare.
A piacimento, si può aggiungere prima di servire dello yogurt greco oppure un cucchiaio di maionese.

Ricetta – Insalata di Pollo

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INSALATA DI POLLO – di Gianfranco e Loris
Ingredienti (per quattro persone): insalata gentilina, insalata trocadero, 3 petti di pollo bolliti, provolone, cipolline, maionese, olive verdi, sale, pepe, olio di oliva.
Come si prepara: tagliare l’insalata a strisce; tagliare i petti di pollo a quadratini di 2/3 cm; tagliare le cipolline e le olive a metà; tagliare il provolone a quadratini di circa 1,5 cm. Mescolare il tutto aggiungendo 2-3 cucchiai di maionese. Al termine, aggiungere un filo d’olio e lasciare riposare in frigo per due – tre ore. Servire comunque freddo.

Happy People…