Ciao, Lanfranco

lfranco243

Il 9 agosto 2016 Lanfranco, uno dei fondatori di questa nostra esperienza, se n’è andato. Il nome Dinosauro Colto fu una sua idea e proposta, anche perchè amava definirsi un dinosauro sopravvissuto.

Lo ricordiamo con questa poesia che scrisse nel 2003 per una iniziativa pubblica, la “Notte del Diavolo Monco”.

 

Non sono mai lì

di Lanfranco

Da bambino ero timido, schivo,
mi nascondevo agli altri, e ne soffrivo.
Sempre solo, malinconico non giocavo, pensavo.
Il teatro della vita fece di me un perdente,
ed ora dal mio buchetto guardo la società, la gente…
la gente che proprio nel divenire sempre di più decade,
e si dà false ragioni per cercare di difendere
le proprie contraddizioni.

Viviamo l’imbrunire di una notte terribile,
se ci guardiamo intorno possiamo immaginare
quel che presto accadrà.
Leggiamo sui giornali notizie sconcertanti:
padri che uccidono i figli, figli che uccidon le madri.
I mari sono inquinati, la terra come impazzita genera terremoti,
aria irrespirabile, il mondo si ribella;
la mafia si fa più forte, e insieme alla camorra
governano le città, e la fame e la guerra.

Dal mio buchetto guardo, ascolto e non parlo.
La corsa al dio denaro è solo ciò che interessa…
La gente di questa terra è davvero impazzita,
le persone si odiano, le famiglie si spaccano.
Se questo significa essere sociale,
penso che un branco di lupi sia meno crudele.
Per tutta la mia vita ho sempre cercato l’amore:
non l’ho mai trovato, ho trovato l’eroina.

Abito il mio buchetto: non è reale, è anche asociale,
ma voi gente per bene, siete proprio sicuri
che la società offra situazioni migliori?

Ho bucato, ho fatto la mia dose
E tutte le cose si son fermate lì.
Anche la pena più grande
nel dolce torpore scompare, così.
Forse non era
il modo giusto per stare tranquilli
e vivere.
Su allora ditemi come
e per quale ragione io devo star qui.

Voi continuate a comprare
le vostre cosette che fan divertire:
macchine, televisori…
Un grosso cordone, che vi tiene lì,
legati come salami,
cambiali e reclami
… la pace, dov’è?
Poi vien la religione,
e un po’ di ragione
è gettata anche lì.

Così sono assente,
e se mi cercate, non sono mai lì.

lfranco1244

3 pensieri su “Ciao, Lanfranco”

  1. riceviamo e pubblichiamo da Manuela:

    Eccolo Franco! (io lo chiamavo così) Guardo la sua foto e trovo i suoi occhi ironici ma candidi, ingenui e azzurri come quelli di un bimbo. Lo ritrovo nella sua poesia, nel suo essere “dinosauro”, nel suo guardare dal “buchetto” e nel suo leggere sapientemente i limiti della realtà sociale esterna … Chissà cosa pensavi, cosa provavi e come vivevi dentro il tuo “buchetto” quando eri da solo con te stesso…
    Porto con me ricordi e frammenti di te e ho alcune tue poesie che ora andrò a rileggere per farti omaggio.
    Ciao Franco

  2. In un epoca dove i legami sono un ‘mi piace’ o ‘condividi’ parlare di sguardi e di emozioni pare fuori luogo.Ma i sentimenti esistono ancora,esistono le tenerezze,le solitudini le persone che si perdono,i ricordi che ti si appiccicano e le lacrime leggere a segnare un sogno non del tutto realizzato.
    Franco,uno dei tanti…

  3. Ciao Lanfranco è bello leggere quello che hai scritto. Quello che posso dire è che è bello anche riconoscersi in quello che hai scritto, perché mi fa sentire meno sola. La tua sensibilità salta subito fuori e anche la tua profonda intelligenza. Complimenti! Il tuo anticonformismo incuriosisce e rende riflessiva la lettura dei tuoi componimenti unici.
    Claudia.

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