Tutti gli articoli di dinosaurocolto

E sarebbe più nero il cielo

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E sarebbe più nero il cielo
se non ci fosse lei,
anche se pallida
lo illumina con le stelle
piccole campanelle che lo festeggiano;
la luna per i poeti,
un pezzo di formaggio o una patata,
piace vederla così
ai romantici innamorati
della notte che nasconde i baci
che scambiano protetti
da questa coltre scura,
che li avvolge come un plaid,
riscalda ed eccita i loro sensi.
Guardiamola anche noi, Trine,
ti posso chiamare Amore?
Come quando da giovane
ti giuravo eterna fedeltà, ammirandola.
Ora le nostri carni sono vecchie
e il sentimento di allora sempre sbiadito;
abbiam vissuto e gli anni sono passati
veloci, forse troppo in fretta
ma l’amore è lo stesso;
forse ha cambiato abito,
sì ma l’amore e la luna
non invecchiano.

di Lanfranco, Vecchio Dinosauro

Il fiume

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Il fiume è di tutti e di nessuno,
non ha paese ed è di quelli
che lo stanno a guardare e ascoltare.
Molte volte ho guardato e ascoltato il fiume
e sempre mi pareva diverso;
a volte come un lenzuolo azzurrognolo
che copre l’erbe intorno,
ed allora riponevo in lui tutte le mie speranze
fino a che mi sollevava
a sospirati echi di promesse felici
e dimenticata era la morte.
A volte scorreva sotto il ponte limaccioso
stridendo strani gorgoglii,
ma sapevo che avrebbe ben presto ripreso
la sua solita tranquillità;
perchè la candida immagine sull’acqua
segno è del dio celeste.

di Irene

Odio il mio corpo

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Sento il mio spirito racchiuso da una carrozza inespugnabile.
Voglio cantare, essere libera dalla putrida carne, odio questo corpo tumefatto che sa di sudicio, odio la pesantezza delle mie stanche gambe.
Vorrei essere racchiusa in un corpo di cigno, dalle piume leggere, sgargianti, essere elegante e maestoso come lui, respirare l’aria pura, volare nell’infinità, conoscere ogni lingua, ogni cultura, specchiarmi, con un desio di vanità il mio corpo sottile e armonioso.
Tutto ciò che immagino è fantasia, la mia carne presto brucerà in una grande fornace e forse finalmente la mia anima non sarà più intrappolata in questo spregevole corpo.

di Donatella

Carne di un vizio

mauro 2010_11

Ti penso quando ne sento più il bisogno.
Ti penso quando la giornata diventa pesante.
Sei l’ozio, sei l’arte, sei un’arma.
Mi rapini delle mie buone maniere.
Mi scuoti con ogni tua forma o posizione.
Mi allontani dalle cose reali, promettendomi che ti concederai a me,
ma sei solo un’illusione della mia mente.
Anzi, giochi con me ti diverti a farmi fare il tuo volere.
Piacere sublime, soddisfazione di voglie e parte di me.
Io ti cerco smodatamente, ma non usando l’intelligenza,
perchè uso solo il vizio che ho di te.

di Claudia

Aspetta e spiegami

mauro 2010_16

Vicino a quell’angelo le altre due donne mi sembrano due puttane.
Le forme e i colori sono sagome e splendori.
Non so da quale parte io sia più attratto.
Ballate perchè io mi senta felice, partecipe, come unico spettatore a questa scena.
Vorrei arrivare a toccare i vostri corpi che da qua sembrano ombre senza un aspetto.
Sembrate tutti corpi celesti in attesa di un qualcosa che la mia mente non riesce a capire.
Poi iniziate a parlare tra di voi e mi ignorate come all’inizio.
Io vi chiamo, ma ancora niente, urlo, ma nemmeno questo.
Io continuo a starmene qua, ignorando che il mio destino va solamente verso il candido piacere di guardarvi.
Me ne voglio andare da questo luogo.
Allora i colori sono diventati opachi e la luce che ne deriva quasi fastidiosa.
Tutto questo avviene in un attimo fino a quando svanite emettendo delle parole.
Ancora ripenso a quelle parole durante le mie attese senza provare più paura.

Claudia

Uomo

mauro 2010_10

Quando sarai uomo
non potrai più sognare,
dovrai essere educato ed evitare
di fronte agli altri di ruttare.
Dovrai sopprimere molte
delle tue emozioni;
ti sarà difficile
rotolare sull’erba,
fregandotene dei calzoni,
ti sarà difficile anche
pisciare in compagnia,
forse perchè non l’avrai più
una compagnia.
Ma se sarai fortunato
potrai avere una donna,
con cui poter parlare
delle cazzate e di quando
le potevate fare.

Loris Quadro

A volte

mauro 2010_15

Mi trovo in soffitta a fumarmi una sigaretta con rabbia, e vedo il fumo che piano si dissolve in strane figure.
I miei pensieri corrono al passato in immagini che mi corrono davanti e che mi fanno avere una sensazione di vuoto; penso a tutte le possibilità che non ho avuto, a volte guardo gli uccelli e vorrei essere come loro, volare alto e libero nel cielo.
A volte me la prendo con il destino bastardo, che non mi ha dato le carte giuste.
Il fumo della sigaretta continua a disegnare figure strane e io sento il sapore disgustoso della sigaretta in bocca.
A volte mi chiedo chi sono io, se sono buono o cattivo, dove ho peccato e dove no.
A volte mi sento leggero come una piuma, altre mi sento pesante come un masso.
A volte non riesco a sopportare i pensieri che mi si accavallano e mi si confondono.
E il fumo della sigaretta continua a fare strane figure.

Marco

La notte di San Lorenzo

mauro 2010_8

Ricordo quando ancora si poteva ammirare questo evento,
da una brandina, vicino al mare.
La gente scendeva in spiaggia parlando sottovoce,
cercando di non disturbare la Magia della
notte dei desideri.
Ci si metteva con la propria donna,
oppure in compagnia dell’amico di sempre
su questi lettini, rivolti verso il mare,
per poter meglio vedere, il più a lungo possibile,
la scia luminosa che lasciavano le stelle cadenti;
quel cielo, come un grande attore,
sembrava dare il meglio di sé
solo quando il suo teatro si riempiva,
e nei miei ricordi di adolescente, per quella notte,
non vi fu mai ombra di nuvole, o temporali,
che guastassero lo spettacolo.
Ci pensò qualche anno dopo l’uomo,
a rovinare tutto,
con la violenza e la malvagità delle sue azioni,
facendo in modo che la gente
avesse timore a scendere in spiaggia:
così arrivarono divieti per tutti.
Con tanto di sorveglianza notturna,
per i troppi casini successi, rovinando
oltre alla famosa notte, tutte quelle
in cui chi era adolescente in quel periodo
usava per amare,
o per starsene un po’ soli, così,
senza pensare a niente,
sdraiati a guardare il cielo di notte.
Anche se non potevi esprimere desideri,
ti appariva sempre magnifico,
da quella piccola brandina
rivolta verso il mare.

Loris Quadro

Sognando i sogni

02

Per me le aspettative e i sogni sono finiti presto, a causa di una crisi familiare che si è protratta negli anni. Fin da piccolo sono stato proiettato in una realtà che non mi piaceva, in cui non c’era posto per i sogni e le aspettative.
A 14 anni sono andato a lavorare in fabbrica: non c’erano scelte, o almeno così disse mio padre. E sono stato catapultato nel mondo degli adulti. Non è stato facile rimanerci dentro, ad una realtà così dura, tanto che ancora oggi mi provoca rabbia. Non sapevo bene cos’altro avrei voluto dalla vita, ma mi sentivo messo all’angolo, senza vie d’uscita.
Questo ha provocato in me un senso di vuoto, di sfiducia nei confronti della vita.
“ Come, è tutta qua? “, mi domandavo.
Io a tutt’oggi non so cosa devo aspettarmi, da me stesso e dagli altri. Di sogni non ne ho, per me sono solo fantasie per fuggire da una realtà che non mi piace.
Realtà che spesso non lascia scampo. Oggi ho solo una aspettativa: trovarmi un lavoro stabile e duraturo, altro non ho.
Non so se andare a lavorare a 14 anni mi ha reso adulto o un uomo: di sicuro mi ha segnato tutta la vita, una vita che io ho visto fatta di realtà, non di sogni tipo trovarmi in mezzo a un prato pieno di margherite a ciondolarmi felice.
Anche le aspettative nei confronti della mia famiglia sono state deludenti. Mi aspettavo altro, non litigi e discussioni. Non dico che mi rendesse felice, ma che perlomeno mi offrisse delle aspettative migliori.

Marco

La profezia

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Un giorno ti alzerai
svegliandoti dal tuo letargo,
sentendo delle lievi voci
che insieme ti chiameranno.
Non useranno il nome tuo,
ma quello che sei tu per loro,
e ti sentirai di amare lei
che è nel tuo letto e
che sente per te lo stesso
sentimento:
le voci dei tuoi figli saranno
per le tue orecchie dolce melodia.
Questo vorrei da una profezia.

Loris Quadro